IL XVI CANTIERE SCUOLA DELLA SPECIALIZZAZIONE IN RESTAURO DELLA “SAPIENZA” NELLA TENUTA DI S.MARIA NOVA DEDICATO A GIOIA ALESSANDRI

29 novembre 2016

Nella tenuta di S. Maria Nova si è svolta, nel mese di settembre 2016,  la XVI edizione del cantiere didattico della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio per lo studio ed il restauro dei monumenti, Università di Roma “Sapienza”. L’esperienza nasce da una felice intuizione di Giorgio Torraca e di Laura Mora, due outsider del restauro italiano, e costituisce un momento fondamentale del programma formativo del corso di specializzazione offrendo agli specializzandi, architetti, archeologi e storici dell’arte, un’esperienza formativa che entra nel merito delle tecniche d’intervento del cantiere di restauro.

“Educare i giovani al bello, avvicinandoli alla conoscenza del nostro eccezionale patrimonio culturale e artistico è fondamentale per il nostro Paese. Rafforzando il legame fra scuola e mondo della cultura si compie un passo essenziale per la formazione dei nostri studenti e per attivare un concreto percorso di valorizzazione di quella che è la principale ricchezza italiana”.

Le convenzioni stipulate tra il MiBACT e l’Università di Roma “Sapienza” hanno consentito dal 2000 agli architetti e restauratori della Soprintendenza per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma e l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di condurre nel castello Caetani di Sermoneta prima e nelle aree archeologiche romane a seguire cantieri didattici che hanno potuto restaurare piccole parti del patrimonio antico.

Questa esperienza costituisce un modello inedito, esportato anche a livello internazionale, che offre l’opportunità agli specializzandi di approfondire aspetti d’intervento attraverso l’analisi dello stato di fatto, l’inquadramento diagnostico e l’elaborazione del progetto di restauro.

Il cantiere didattico, inserito nel corso di “Conservazione dei materiali e chimica applicata" del primo anno di specializzazione, si configura come un momento di studio finalizzato all’analisi dello stato di conservazione delle superfici e all’individuazione delle metodologie più idonee per l'esecuzione dell’intervento conservativo applicate rispetto al quadro diagnostico verificato.

Quest’anno i giovani allievi hanno affrontato il restauro del pavimento in lastre marmoree dell’antica zona termale del frigidarium dell’area archeologica interna alla tenuta di S. Maria Nova, afferente alla limitrofa caserma dei pretoriani, al restauro della parte sommitale del criptoportico voltato e al consolidamento di un muro di cinta perimetrale in opera laterizia.

Per gli allievi è risultato di estremo interesse poter acquisire conoscenze dirette sui materiali, sullo stato di conservazione e sulle tecniche di intervento, cimentandosi personalmente in operazioni di carattere conservativo dei materiali antichi delle strutture e sui piani pavimentali in lastre di marmo.

L’esperienza dunque si unisce alle diverse attività multi disciplinari che abbiamo denominato il “laboratorio dei mondi possibili”, un programma di conservazione e tutela che da anni si conduce nel parco dell’Appia antica.
twitter share button