Laboratorio di mondi possibili

La Via Appia, pur con le sue numerose ferite, si presta a diventare un luogo in cui si sperimentano nuove forme di conservazione del patrimonio culturale e paesaggistico e si creano progetti legati al progresso civile della Città e alla qualità di vita dei cittadini. L’Appia mostra la sua apertura a nuovi mondi possibili come sito archeologico di primaria importanza come paradigma dell’ambiente, della cultura (con la civiltà romana e cristiana) e della persona, nonché come spazio per il diletto.
L’interramento delle corsie del Grande Raccordo Anulare, che dal 1951 tagliavano la Via Appia, ha permesso di ricucire questa grave ferita con un restauro esemplare che ha restituito la continuità della strada.
L’acquisto di Capo di Bove, con gli scavi, i restauri e le opere di valorizzazione, ha regalato all’Appia uno spazio suggestivo lungo la strada per sostare, conoscere l’identità dei luoghi e la lunga storia della tutela.
Gli scavi, i restauri e gli allestimenti nella Villa dei Quintili hanno permesso di conoscere l’impianto della più maestosa residenza del suburbio della città; l’acquisto della tenuta di Santa Maria Nova accresce l’area aperta al pubblico e fa luce sulla storia della trasformazione del territorio dall’epoca romana ai nostri giorni.
I restauri al Mausoleo di Cecilia Metella, col Palazzo Caetani e la Chiesa di San Nicola, alla Via Appia e ai tanti monumenti funerari lungo la strada, contribuiscono alla rinascita del museo all’aperto creato nella metà dell’Ottocento.
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